E' una chiesa modesta di semplice impianto, ancorata alle rocce, con le sepolture sottostante al pavimento, caratterizzata da una rusticità palese che ne fa, nel suo genere, un luogo di culto esemplare. Si accede da una porta ricavata nella parete del lato ovest, a fronte del tozzo campanile che conserva ancora gli antichi bronzi.
In fondo alla chiesa, su una specie di palco alto un metro, vi sono i resti di un organo, una volta prezioso. Nella nicchia ricavata nella parete retrostante all'altare maggiore è una toccante statua della Madonna col Bambino, formata in loco: è costruita sfruttando una roccia che le fa da supporto e, per una certa parte, da anima. Il resto della struttura del simulacro è realizzato in mattoni, pietre e calce ed è completata da un generoso strato finale di gesso da presa irrobustito con stoppa. La "Regina Martyrum", seduta, ha sulla gamba sinistra il Bambino: entrambe le figure sono caratterizzate da uno sguardo con una fissità impressionante.
La chiesa di Santa Maria dei Martiri è stata costruita nel 1538 sul punto più alto del paese, nel luogo detto la Torre. Questa chiesa fu costruita da Nicola de Guglyor, per cui è una chiesa di fondazione laicale, fondata, cioè mediante l'assegnazione di un cespite patrimoniale, con lo scopo di assicurare l'adempimento del culto divino nel paese e di garantire al clero che la reggeva una sicura tranquillità economica. Per cui, inizialmente questa chiesa fu "Chiesa Madre" e "Ricettizia". Potevano entrare a far parte soltanto ed esclusivamente gli ecclesiastici nativi del Comune o appartenenti alle famiglie che l'avevano fondata.
La lapide sulla sinistra dell'arco a sesto ribassato, che divide l'aula del presbiterio, ricorda la fondazione:
"PRO NICOLAO / DE GUGLYOR / HICTA ET SUIS / HER• ET SUCC• HEC / CAPPELLA ET SE / PULTURA CON / DITE FUERUNT / •1538•" (FOTO)
La traduzione è riportata in un'altra lapide "NICOLAO DE GUGLIOR / PER I SUOI EREDI E SUCCESSORI / COSTRUI' / QUESTA CAPPELLA E SEPOLTURA / 1538" (FOTO)
La sepoltura è al cornu evangelico [lato sinistro dell'altare, ndr] con una lapide sul pavimento. * "SEPULTURA / PRO N • DE GUGLYOR / ET SUIS / 1538 / REQUIESCANT" Sempre sul pavimento è un'altra lapide con la seguente iscrizione: "OSSARIO / 1538". (FOTO)
Nel Cinquecento fu eseguito anche un affresco che è sotto la lamia, ancora oggi esistente, come attesta uno scritto dei primi decenni di questo secolo che è accanto ad esso: "Affresco Antico 1538". Noi, invece, non riteniamo tale affresco di quell'epoca. Se un affresco fu eseguito al tempo della fondazione, questo potrebbe essere sotto l'attuale pittura che non è più antica del Settecento.
Nel 1589 fu traslata la chiesa Matrice di Santa Maria dei Martiri in quella dell' Annunziata, perche era di molto più grande e perche la famiglia "de Guglyor" si estinse completamente.
Nel 1599 la chiesa di Santa Maria dei Martiri, vende alla cappella del SS. Rosario alcune case pervenutale tramite testamento.
Nel 1698 il reverendo don Giuseppe Cassaneti, procuratore della chiesa di Santa Maria dei Martiri di Castelluccio, cede in enfiteusi ad meliorandum, previo assenso episcopale del 13 marzo 1696, a Giuseppe Cuzzo di Castelluccio per un "vacantale" dell'estensione di un tomolo e un quarto alla località il Molino e un terreno della medesima estensione nel luogo detto Vignolelle per il censo di 5 carlini e 4 grana, secondo la stima di Giuseppe Iuorio e Andrea Cibello esperti di Sicignano.
Altra enfiteusi fu stipulata il 13 maggio 1699 ed è rogata in questi termini: "[...] Autorizzato dalla Curia vescovile, il reverendo don Giuseppe Cassaneti, procuratore della chiesa di Santa Maria dei Martiri, concede in enfiteusi ad meliorandum, a Giuseppe Romaniello un territorio nel luogo detto Santo Iuorio per carlini 4 e grana 5 e un altro territorio con querce nel luogo detto la Calcinara per 6 carlini.
L'Economo Curato don Domenico Fiore, nel 1811, redige un inventario delle opere di arte, dove annota che nella chiesa di S. Maria dei Martiri esiste una statua e l'altare in stucco e riporta che "la chiesa è senza intembiata sotto embrici". Vi sono collocate due campane, una grande ed un'altra piccola.
Nello Stato della Rendita e Pesi della chiesa della SS. Annunziata del 1839, sappiamo che si è festeggiata in quell'anno con spari e musica, solo la festività di Santa Maria dei Martiri e si sono spesi ducati 6.
Il 7 luglio 1851, Monsignor Valentino Vignone, Vescovo di Diano, visita la chiesa dei Martiri e la trova adeguatamente dotata di tutto il necessario e riporta che in essa ha sede la Congrega di Santa Maria dei Martiri.
Alcune riparazioni furono eseguite nel 1933, da parte della Congrega, all'altare e alla nicchia * Lapide "ALLA REGINA DEI MARTIRI / FRATELLI E LE SORELLE DELLA CONGREGA / QUESTA NICCHIA ED ALTARINO PIAMENTE OFFRONO / A. D. 1933" .e si rinnovò e decorò la chiesa nel 1934 con munificenza di don Costantino Cassaneti. * "QUESTO ORATORIO E CAMPANILE / RINNOVO' E DECORO' / COSTANTINO CASSANETI / A. D. MCMXXXIII - SOLI DEO HONOR ET GLORIA"
La bella chiesetta fu danneggiata col sisma del 23 novembre 1980 e chiusa al culto. Lasciata in abbandono sta subendo altri tipi di danni. Qualche anno fa è stato rubato l'organo che anticamente fu costruito.
Giuseppe Barra commentato da Attilio Piegari